L'espresso
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04/09/2003
Luna di miele caprese
Americani, giapponesi, tedeschi: vogliono tutti sposarsi all'ombra dei Faraglioni. Così sogno e business vanno a nozze
di Marina Cavallieri
Villa Fersen, un tempo cupa dimora di dandy estenuati dall'oppio, è oggi uno dei luoghi presentati nei dépliant per il rito del banchetto. Mentre gli scogli solitari del Faro sono lo sfondo più amato da spose miliardarie per festeggiare il loro primo sì. Sono i matrimoni capresi, non più privilegio degli isolani, ma evento organizzato on line. Nozze tra sogno e business. Del resto, realizzare questo desiderio è costoso ma semplice. La prenotazione è veloce, il servizio completo, basta pagare e c'è tutto quello che occorre: i fiori e il bus per gli ospiti, i gadget e i fuochi pirotecnici, la truccatrice e il coordinatore. Non manca la cena in riva al mare dove anche la luna è doc: garantisce l'azienda turistica.
Le nozze all'ombra dei Faraglioni sono diventate uno degli eventi che l'isola sponsorizza con grande professionalità e disincanto. Un tempo erano i napoletani a volersi sposare alla Canzone del Mare. Ora c'è una lunga lista di stranieri, da New York a Tokio, da Monaco al New England, che si prenotano per dire "sì" tra il profumo delle zagare e quello del limoncello. Basta cliccare su Internet, dare nome, indirizzo, numero degli ospiti e una serie di altri dettagli futili ma fondamentali. A quel punto decolla il "matrimonio turistico", una macchina da guerra perfettamente oliata.
« Ci siamo accorti che c'era una forte richiesta e ci siamo indirizzati al mercato estero», spiega Gianni Chervatin, ex direttore del Quisisana, oggi a capo di Capriwedding, costola di Capri Eventi: «Le maggiori prenotazioni vengono dall'America, poi giapponesi e tedeschi. Cosa vogliono? Il fascino di Capri. Al resto pensiamo noi. La cena può variare dai 30 ai 250 euro a persona, lo spettacolo pirotecnico va dai 750 ai 10 mila euro, l'orchestra o il d dai mille ai 2 mila. C'è poi l'organizzazione dell'ospitalità per gli invitati. I festeggiamenti avvengono al Faro, alla Fontelina, alla Canzone dei Mare».
Ci sono stati matrimoni con 250 invitati e altri che hanno richiesto tre giorni di festeggiamenti, come quello avvenuto a giugno tra Meg Harney e Chris Ferguson, figli di famiglie americane multimiliardarie, habitué dell'isola, che hanno festeggiato tra gite in motoyacht, party alla Capannina e galà al Quisisana. «Fu impressionante quello avvenuto I'11 settembre, il giorno del crollo delle Torri>, racconta Renato Esposito, raffinato conoscitore dell'isola e gestore dell'hotel li gatto bianco: «Il corteo nuziale sfilava in piazzetta con tanto di damigelle, quando si diffuse la notizia dell'attacco terroristico: la festa si trasformò in dramma». I matrimoni nell'isola però non si sono fermati, <'si prenotano anche con anni d'anticipo, poi a volte il fidanzamento va a monte e si lasciano prima di arrivare alle nozze a Capri».
Non tutto fila sempre liscio nel set da cartolina. Da un paio d'anni a Capri sono vietati i matrimoni religiosi per turisti, solo chi fa parte della parrocchia può avere il privilegio del fatidico "sì" sull'isola. La decisione è stata sancita da un decreto vescovile che ha suscitato molte polemiche. Da allora sono permessi ai non residenti solo i matrimoni civili e quelli con altro rito religioso. Ma c'è chi non demorde. Come una coppia americana che ha avuto la dispensa del cardinale di Chicago per potersi sposare ovunque. Così sono sbarcati sull'isola con tanto di prete e si sono sposati nella chiesa evangelica.
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