Itinerari capresi

La Villa San Michele è situata sul versante nord-orientale di
Anacapri, a 327 metri di altezza dal livello del mare. Anticamente sorgeva
qui una villa imperiale romana, le cui rovine conservate da Axel Munthe
sono visibili nel giardino. Nella zona vi erano le rovine di una cappella
medievale, che dopo varie vicende ebbe da Axel Munthe l’attuale
sistemazione. Villa San Michele fu la residenza di Munthe fra il 1896
ed il 1910. La fantasiosa architettura avrebbe dovuto fungere da cornice
alle collezioni del suo proprietario e, contemporaneamente, sottolineare
la bellezza del paesaggio. Gli edifici e le collezioni rispecchiano
un gusto romantico, simbolista, tipico dello spirito di quel secolo.
Quanto alla provenienza degli oggetti riscontriamo reperti di epoca
romana, etrusca ed egizia. Alcuni dettagli architettonici risalgono
forse all’antica villa romana. Inoltre, stando al Munthe, gran
parte degli oggetti sono stati acquistati in circostanze inconsuete.
La testa di Medusa, il medico racconta, gli apparve quasi fosse un cammeo
in fondo al mare. Oltre alla testa della Medusa, oggetti notevoli sono
il tavolo cosmatesco, il busto in marmo dell’imperatore Tiberio
e la sfinge egizia. Le sculture romane sono rappresentate in gran parte
da monumenti funerari e frammenti di sarcofaghi, che non possono ovviamente
risalire alla villa imperiale. Nel giardino si può ammirare una
serie di piante caratteristiche della flora mediterranea, nonché
piante originarie di altre latitudini. Dal colonnato si gode una straordinaria
vista del Golfo di Napoli. La visione complessiva del giardino, della
struttura architettonica e della collezione artistica è davvero
qualcosa da contemplare. La creazione di Villa San Michele iniziò
con l’acquisto del terreno, nel 1895, e l’esecuzione dei
primi lavori l’anno dopo. Ne fu architetto lo stesso Axel Munthe.
Della costruzione colpisce l’apertura ad accogliere il mare ed
il cielo, indicata nel libro come un preciso obiettivo da raggiungere:
“ La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alla voce
del mare, come un tempio greco e luce, luce, luce ovunque!”.
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