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Villa Jovis


Grotta Azzurra


Certosa di S. Giacomo


Villa S. Michele


Monte Solaro

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VILLA JOVIS - La Villa Jovis, dedicata a Giove, re e padre degli dei dell'Olimpo, con la villa di Damecuta e di Palazzo a Mare è il complesso meglio conservato tra le dodici ville che l'imperatore romano Tiberio fece costruire sull'isola di Capri in onore dei dodici dei dell'Olimpo.
Per una lunga tradizione la Villa Jovis rimane il principale scenario delle atrocità e delle perversioni che alcuni storici antichi attribuirono a Tiberio durante il suo prolungato soggiorno a Capri (27-37 d.C.).
Visitando il "palazzo di Tiberio" si avrà l'occasione di ripercorrere i momenti e di individuare i luoghi della presenza dell'imperatore a Capri, fra realtà e propaganda, fra storia e leggenda.

GIRO DELL'ARCO NATURALE - Il "giro dell'Arco Naturale" rimane uno dei percorsi più agevoli e incantevoli dell'isola di Capri non solo per la sua innegabile attrattiva naturalistica e gli straordinari scorci panoramici sulla penisola sorrentina, ma anche per la sua importanza storica rappresentata soprattutto dalla Grotta di Matermania, un anfratto naturale nascosto nelle pareti rocciose e variamente considerato luogo i culto della "Grande Madre" Cibele o del dio iranico Mithra o, ancora, appartato e lussuoso luogo di piacere del vecchio imperatore Tiberio.

LA TERRA DELLE SIRENE - Il percorso via mare mira a congiungere due terre, Capri e gli isolotti dei Galli, considerate dalla tradizione antica e moderna come la sede delle mitiche Sirene, le creature che ammaliavano con il loro canto i marinai di passaggio.
Nel tratto di mare che separa Capri dalla Penisola Sorrentina si ambientò così il mitico episodio del passaggio di Ulisse per la terra delle Sirene. Rivisitando questi luoghi mitici si prova ancora quella forte suggestione che ha ispirato tanti artisti e letterati e unisce ancora idealmente Capri alla Penisola Sorrentina.

LA CERTOSA DI S. GIACOMO - La visita al monastero certosino, trionfo delle volte estradossate e simbolo per eccellenza del periodo medievale dell'isola, oltre a tracciare le vicende storiche che vanno dal 1371-74 - quando fu iniziata la costruzione per volere del conte Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d'Angiò - al secolo scorso, costituirà un'occasione per rievocare alcuni aspetti della vita e della regola certosina, basata sul connubio tra eremitismo e cenobitismo.
Percorrendo i suggestivi luoghi della "casa alta" (chiesa, galleria, refettorio, chiostro piccolo, sala del Capitolo, chiostro grande), saranno analizzate dal punto di vista stilistico ed iconografico le testimonianze artistiche in essa conservate, tracce di un passato illustre, tra cui l'affresco che sormonta il portale d'ingresso della chiesa realizzato da un seguace locale di N. di Tommaso (1371-74), le tele di N. Malinconico e gli affreschi di D. Vespiniani e F. Mottola che ne decorano la navata e la sagrestia, e le opere "cupe, gigantesche e deliranti" dell'eccentrico artista K.W. Diefenbach (1851-1913), esponente del tardo Romanticismo tedesco, ospitate dal 1974 nell'ex refettorio dei monaci.

CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO E CASA ROSSA - Il percorso avrà inizio dalla chiesa di S. Michele Arcangelo che, situata nel contesto dell'antico e caratteristico nucleo urbano Le Boffe, costituisce una preziosa testimonianza dell'arte napoletana del XVIII secolo.
Edificata su progetto architettonico di D.A. Vaccaro, personalità di grande rilievo nell'ambiente artistico napoletano della prima metà del XVIII secolo, ed inserita nel tessuto degli edifici conventuali fondati dalla teresiana Madre Serafina, la chiesa con pianta centrale ad ottagono, custodisce opere di straordinario valore, tra cui si distinguono il prezioso pavimento maiolicato raffigurante la Cacciata di Adamo ed Eva da Paradiso Terrestre (1761) e le tele settecentesche di F. Solimena, P. De Matteis, G. Del Po e N. Malinconico che forniscono lo spunto per un'interessante analisi stilistica ed iconografica.
Si continuerà poi con la visita alla Casa Rossa, edificata tra il 1876 ed il 1899 da J.Clay Mac Kowen, colonnello dell'esercito americano sudista e convinto schiavista, su un'antica torre di età aragonese.
Questa casa-museo, oltre ad alcuni reperti archeologici di varia provenienza, ospita la collezione comunale di dipinti databili ai secoli XIX e XX, in cui si evidenziano i molteplici aspetti dell'ambiente architettonico caprese e la solare armonia tra uomo e natura.

IL CIMITERO ACATTOLICO: LE "ANIMULAE VAGULAE BLANDULAE" DEL GIARDINO DELLA MEMORIA - Il cimitero letterario dell'isola. Un dialogo fantastico e poetico che ancora continua tra i protagonisti del mito di Capri lungo i viali ombrosi che si aprono sull'azzurro di Capri. In questo luogo si percepisce una spiritualità panica, la profonda utopia estetica dell'Isola del Sonno.

LA VILLA IMPERIALE DI DAMECUTA - Sita nel territorio del comune di Anacapri, costituisce uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della prima metà del Novecento che documentano la presenza romana tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. sull'isola. Il percorso, che si snoda attraverso alcune località interne e poco visitate, come le località Timpone, Li Campi, Linaro, Veterino, La Fabbrica, si conclude sul pianoro di Damecuta con la visita ai ruderi romani e alla torre medievale. Nonostante il cattivo stato di conservazione delle strutture, è ancora possibile cogliere l'imponenza di un progetto articolato su logge e belvedere prospicienti al mare.

GIRO DELL'ISOLA VIA MARE - Il percorso in battello offre numerosi spunti di osservazione e discussione sulla natura geologica dell'isola quale propaggine della catena appenninica. Calcari, dolomie, conglomerati e tufi vulcanici sono gli elementi base per ricostruire le tappe della formazione geologica di Capri. Le tracce del modellamento operato dalle acque marine, anch'esse osservabili lungo il percorso, consentono di ricostruire le ultime fasi di costituzione dell'isola quale la vediamo oggi.

 

 

 

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