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Corriere della Sera - 04/07/2004

Hollywood a Capri, come negli Anni Sessanta
Feste con i nuovi divi, suite da Grande Gatsby: in piazzetta manager, turisti e star


CAPRI Coltiva un sogno, Peppino di Capri, ancora in pista, con voce ed entusiasmo, alla soglia dei sessantacinque anni: aprire sull'isola un locale d'epoca. Pianoforte, orchestra, buona musica e belle canzoni. Atmosfera retrò, ospiti che si divertono, senza agitarsi. Eleganza discreta. «Non voglio contrappormi a nessuno chiarisce L'amico Guido Lembo, per intenderci, formidabile guru dell'Anema e core, è bravissimo. Riesce a coinvolgere tutti: giovani, signore e signori di mezz'età, politici, ministri, imprenditori famosi, intellettuali. Che si muovono, in un centimetro quadrato, illudendosi di ballare; che emettono suoni e parole, illudendosi dl cantare». Già. E' perfino superfluo ripetere che il travolgente Lembo fa «ballare sui tavoli» anche il presidente della Camera Casini, Diego Della Valle, Luca di Montezemolo, eccetera. La sua fama è così solida che la sosta davanti all'insegna dell'Anema e core una porticina che si apre, più o meno a metà percorso tra la piazzetta e l'hotel Quisisana è diventata obbligatoria anche per i gruppi di turisti stranieri. Le guide visto con i nostri occhi, alle 11 di mattina si diffondono in dettagliate spiegazioni, neanche fossero davanti alle rovine di Villa Jovis, una delle residenze dell'imperatore Tiberio.
È la Capri degli anni Duemila, bellezza. «Eppure insiste Peppino credo che sia arrivato il momento giusto, per guardare al passato. Penso al Number Two, ai Gatto Bianco, i pianobar che furoreggiavano negli Anni Sessanta. Penso ai ritmi languidi di Luna Caprese, Nun è peccato, Malattia, Voce 'e notte...». Attacco di nostalgia? Non è un velleitario, l'artista caprese. «Perché no? E' una buona idea, ne ha parlato anche a me», dice Enzo De Paola, produttore discografico, che, assieme alla moglie Annalisa, spesso e volentieri riunisce sulla sua «terrazza» molti amici del mondo dello spettacolo; con le note di Peppino, in magico sottofondo. Pare che sia davvero stagione di revival, sull'isola di Tiberio. Se è vero com'è vero che Dino Trappetti si vanta del più bel complimento ricevuto, in occasione dei recentissimi festeggiamenti per i quarant'anni della sartoria Tirelli (costumi cinematografici), con un galà alla «Canzone del mare». «Autentica festa stile anni Sessanta», il commento corale. Trecento invitati, molte signore belle e famose in lungo, atmosfera d'antan, il canto di Rajna Kabiwanska, amica di Dino, che indossava un abito del sartoscultore Capucci. E Trappetti s'inorgoglisce. Lui che frequenta Capri dal '61 e che, nel '68, prese casa sopra Pizzolungo, assieme a Tirelli, Lucia Bosè, Elsa De Simone. «Il canile» è ancora oggi una residenza aperta agli amici, intellettuali soprattutto.

Affondare nei ricordi, a Capri, è molto fade. L'isola è cambiata, nel tempo. La villeggiatura di ieri è fissata negli album della foto in bianco e nero: star del cinema hollywoodiano, nobili, capitani d'industria, armatori, uomini e donne di cultura. Poi, ci sono i racconti di chi c'era. Gianni Chervatin, direttore del «Quisisana» dal 1983 al 1994 (ma a lavorare nell'hotel a5 stelle cominciò nel 1957), ci regala un aneddoto sulla gioielleria «Chantecler», la più antica di Capri: «Ricordo che Capuano, il proprietario di allora, ad ogni sbarco dai battelli (4 corse al giorno), si metteva sulla soglia del negozio, e scrutava le persone che passavano, individuando i potenziali clienti. Chiamava l'albergo, s'informava con discrezione sui loro nomi. E, infine, inviava un grande mazzo di fiori alle signore, augurando buon soggiorno». «Così sorride l'ex direttore un dono prezioso firmato Chantecler ci scappava di sicuro". Chervatin rievoca con una punta di rimpianto le botteghe artigiane, le piccole sartorie, che sono andate via via scomparendo, per cedere il posto alle boutique griffate. «Le ragazze capresi? Ieri sartine, oggi commesse», scherza. Ricordando l'atmosfera del «Quisisana» («cene formali, cucina d'ispirazione francese, servitù al seguito delle famiglie e i conti saldati dai segretari, quando le carte di credito erano di là da venire»), l'ex direttore spiega come l'hotel fosse, oltre che il salotto di Capri, una sorta di centralino. «Negli anni Cinquanta e Sessanta, i telefoni fissi nella ville erano pochi, i cellulari, ovviamente, inesistenti. Quindi, le telefonate arrivavano al Quisisana. E noi mandavamo i ragazzi commissionieri a portare qua e là i vari messaggi».


Immagini ingiallite dal tempo. Ma il mito resiste. Resiste la piazzetta, palcoscenico caprese, dove la gente va per incontrare, e farsi riconoscere. In prima fila, possibilmente, ai tavolini dei caffè, che si guardano l'un l'altro. Resiste la «Canzone del mare», l'esclusivo stabilimento balneare di Marina Piccola, dove il patron Luigi lacono accoglie i clienti, con affabile signorilità. «Bisogna farli sentire a casa propria osserva , Intrattenere rapporti sinceri». La «Canzone» è bagno, ristorante, irresistibile punto d'appoggio degli yacht, spesso grandi come navi, status symbol dei Paperoni. Affittare per una giornata una cabina in muratura, di fronte al faraglioni (ampio monolocale, con civettuoli lettini relax in vimini, mobili in radica degli anni Cinquanta, aria condizionata, bagno, telefono) costa 100 euro al giorno, per un massimo di tre persone.
Trasferiamoci ad Anacapri, il «pensatoio» dell'isola: lontana dal centro mondano, sta vivendo la sua grande stagione di rilancio. Il motore è il lussuoso «Capri Palace Hotel & Spa», diventato una sorta di rifugio dorato e discreto dei ricchi e famosi villeggianti degli anni Duemila. Il futuro, insomma. Tonino Cacace ha avuto l'idea geniale di trasformare il vecchio albergo di famiglia in una residenza di gran classe. Dove l'arte contemporanea vive nei saloni, nelle suite (alcune con piscina e giardino privati), nell'atelier, aperto agli artisti. Dove una coppia in luna di miele (o, più semplicemente, di innamorati) può ritrovare lo stile Grande Gatsby: picnic sul monte Solaro (raggiungibile in seggiovia), due camerieri al seguito, che portano il cestino delle vivande, preparano e servono impeccabilmente; minicrociera a Positano a bordo di un veliero, con romantica cena a due, a lume di candela, e pernottamento in barca. Al risveglio, il breakfast da favola, prima del bagno mattutino. Non è casuale che il «Capri Palace» sia frequentato da trentenni in carriera («d'atmosfera che si respira è giovane», sottolinea Cacace), imprenditori stressati in cerca di relax a 5 stelle lusso E da una schiera di attori made in Usa. Hollywood è qui. Qualche nome dal mazzo degli ospiti recenti? Harrison Ford, Julia Roberts, Elisabeth Hurley, George Clooney, Gwyneth Paltrow, Johnny Depp. Il sodalizio dell'isola con la città del cinema, del resto, da qualche anno è sancito dal festival (invernale) CapriHollywood. Da un'idea di Toni Petruzzi, proprietario dell'antico hotel «La Palma», a due passi dalla piazzetta. E la bionda Mira Sorvino, che aveva partecipato alla rassegna, ha deciso di raddoppiare la festa di nozze (si è sposata l'11 giugno in California con il giovane Chris Bachus), l'altra sera. Naturalmente, a Capri.

Marisa Fumagalli

 

 

 

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